Recensione Strani disegni di Uketsu: esperimento curioso, con un grande buco

strani disegni uketsu

Strani disegni è il breve titolo di un brevissimo romanzo a firma del misterioso autore giapponese Uketsu. Pubblicato in Italia da Einaudi con la traduzione di Stefano Lo Cigno, questo libercolo racconta una storia sviluppata ad enigmi e ospita numerose illustrazioni che fanno da cardine allo svolgimento della vicenda. L’esperimento è curioso e intrigante, seppur il risultato finale rimanga molto superficiale. Il grosso problema è un buco, anzi una voragine, che rovina un po’ tutto il finale.

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Recensione Il romanzo di Marceau Miller: ottimo marketing, poca sostanza

il romanzo di marceu miller

Sospinto dal mio ineluttabile ottimismo (e masochismo?), ho dato fiducia a Il romanzo di Marceau Miller, al centro di una poderosa campagna di promozione internazionale. Il thriller, edito in Italia da Einaudi, appariva un po’ ovunque tra inserti, riviste, book influencer e social, puntando sull’ormai abusato artificio dell’autore misterioso – pseudonimo di un nome molto conosciuto, ci mancherebbe altro – e su atmosfere con chiari rimandi a Joël Dicker. Eppure, sotto lo spesso strato di marketing rimane davvero ben poco se non una facile previsione che la storia sia stata confezionata ad hoc per diventare una miniserie su Netflix.

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Recensione Destinazione errata di Domenico Starnone: sporco e quindi vero

Destinazione Errata Domenico Starnone

Sarà per via della faticosissima lettura dell’Ultimo Segreto di Dan Brown, sarà perché banalmente avevo bisogno di addentrarmi in una scrittura asciutta, brillante e sintetica, ma ho approcciato Destinazione errata di Domenico Starnone con grosse aspettative. Posso anticipare che la fiducia è stata soddisfatta, lasciandomi speranzoso sul fatto che sia ancora possibile confezionare un lavoro concreto, ragionato e godibile senza sfociare nella grafomania, raggiungendo le profondità dei personaggi e non galleggiando nei tanti stereotipi.

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Recensione Almeno tu di Carlo Lucarelli – speravo meglio

Avevo corpose aspettative su Almeno tu, ultimo romanzo di Carlo Lucarelli. Un po’ perché è un autore che apprezzo moltissimo (come narratore a tutto tondo), un po’ perché le ultime letture sono state molto deludenti. La prima parte di questo breve romanzo è a mio avviso la migliore, la più consapevole e anche dolorosa. L’ampia porzione centrale è scivolata via con poco mordente e un po’ di confusione. La fine è forse più amara che insoddisfacente.

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Recensione La paziente silenziosa di Alex Michaelides, il narratore scorretto

La recensione de La paziente silenziosa sarà divisa in due parti perché è necessario concentrarsi su una serie di scelte dell’autore Alex Michaelides, che sconfinano inesorabilmente nello spoiler. Le due porzioni saranno divise dalla foto di copertina, quindi chi ancora non l’ha letto (se proprio deve) può fermarsi lì.

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Recensione Premio Strega 2024, L’età fragile

Prosegue la tradizione della lettura del fresco vincitore del Premio Strega (anche quello giovani) e per l’edizione 2024 è stato il turno de L’età fragile di Donatella Di Pietrantonio. È il primo romanzo dell’autrice abruzzese che mi capita di esaminare e sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’efficacia della sua prosa, molto sintetica, funzionale e spesso evocativa. Mi ha convinto anche la costruzione di una trama lineare, organizzata in un doppio binario tra passato e presente, anche se qualcosa – alla fine – manca.

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Recensione Giù nella valle di Paolo Cognetti: breve e dimenticabile

Corregionali della Valsesia non inalberatevi: basta un’ora per leggervi Giù nella valle e scoprire che il vero problema del lavoro di Paolo Cognetti non è la mancanza di rispetto per i vostri luoghi e abitanti. Così come per La felicità del lupo, anche con la nuova fatica dell’autore milanese ho chiuso l’ultima pagina chiedendomi se Cognetti abbia ancora qualcosa da raccontare o si limiti al compitino per proseguire la propria carriera senza troppo sforzo.

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Recensione La vita intima di Niccolò Ammaniti: deludente e irritante

La vita intima di Niccolò Ammaniti va amaramente ad aggiungersi al filotto di romanzi tanto deludenti quanto scritti molto bene, quasi un leitmotiv di molte uscite recenti, perlomeno di autori best-seller. In un certo senso il libro riflette in modo simmetrico la protagonista Maria Cristina, che in tutta onestà ha ben poco da offrire oltre al proprio aspetto fisico da “più bella del mondo”. Anche se, a guardare bene, quel riconoscimento così stucchevole è di troppi anni prima e nel frattempo anche quel fumo che nasconde un arrosto non entusiasmante si è un po’ guastato.

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Recensione Spatriati: la grossa delusione del 2022

Non sono solito abbandonare libri durante le letture, mi sembra una mancanza di rispetto nei confronti dell’autore e di tutte le persone che ci hanno lavorato. Ma a volte la tentazione è forte e persistente e diventa quasi una violenza contro se stessi proseguire, come nel caso di Spatriati, il romanzo di Mario Desiati che si è aggiudicato il Premio Strega 2022. Dopo aver apprezzato davvero molto il precedente vincitore, Due Vite di Emanuele Trevi, mi ero approcciato a questo romanzo con buoni intenti, che si sono però irrimediabilmente sgretolati dopo poche pagine.

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Recensione La suora giovane di Giovanni Arpino: un piccolo capolavoro

Bisognerebbe avere la fortuna di immergersi più spesso in letture come la La suora giovane di Giovanni Arpino (apparso con Einaudi nel 1959) perché per tre/quattro ore ci si può addentrare in una storia bilanciata, che narra uno specifico periodo storico in un’ambientazione precisa ovvero la Torino invernale e grigia a inizio boom economico post-bellico, accompagnati da una prosa raffinata ed elegante senza essere stucchevole. Arpino insegna anche come gestire un finale aperto nel migliore dei modi.

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