Recensione Le terme dell’indirizzo: l’importanza della regolarità

Le terme dell’indirizzo di Cristina Cassar Scalia è un thriller ben scritto, ben progettato e sviluppato con consapevolezza. Soprattutto, però, dimostra ancora una volta quale sia la dote forse più preziosa e al contempo più nascosta per un autore best-seller, ovvero la regolarità. Qualcosa che spesso manda in crisi penne molto affermate, ma anche un talento che viene quasi del tutto ignorato dal pubblico. Quando invece è una pietra fondante del mestiere dello scrivere.

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Recensione Vedove di Camus di Elena Rui (e sulla cautela)

vedove di camus

Dato che ogni anno leggo e recensisco l’appena annunciato vincitore del Premio Strega e che nel 2026 mi era capitato di averlo già trattato qualche mese prima, ho scelto di dedicarmi a uno dei finalisti. Della rosa, la proposta che mi aveva incuriosito di più era senza dubbio Vedove di Camus di Elena Rui, pubblicato da L’Orma. Terminata la lettura, non posso che confermare le buone sensazioni della vigilia, anche se rimane qualche voglia insoddisfatta.

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Recensione Gli ultimi sei di Akinari Asakura: il peso dei giudizi

Prosegue l’esplorazione dei casi letterari giapponesi con Gli ultimi sei, scritto da Akinari Asakura e tradotto da Federica Lippi in italiano per Feltrinelli. Segnalato in bella mostra sul sito ufficiale dell’editore, questo romanzo gravita attorno a un’idea di partenza molto solida e molto semplice. Il passo è quello del mystery thriller nipponico, con tanti indizi da raccogliere per arrivare a una soluzione finale, ma la traccia sotterranea è molto profonda.

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Recensione La ragazza del convenience store di Sayaka Murata: l’impossibilità di essere lasciati in pace

la ragazza del convenience store

Preoccuparsi per gli altri è umano e fino a un certo limite è anche amorevole, ma spesso si dimentica che ci sono punti di vista che sono, anzi devono essere diametralmente opposti. E se capita, non muore mica nessuno. Furukura Keiko ha 36 anni, non ha un partner, figuriamoci una prole e rifugge come fosse veleno dalla vita sociale, fa un lavoro che la maggior parte delle persone trova deprimente e vive in un appartamento fatiscente. Eppure, a lei sta bene così, per la miseria, e non fa certo male a nessuno: no, non le è permesso, qualcuno deve sempre metterci il naso e intervenire. Ecco La ragazza del convenience store di Sayaka Murata, edito in Italia da Edizioni E/O con la traduzione di Gianluca Coci.

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Recensione I convitati di pietra di Michele Mari, una storia divertente (Premio Strega 2026)

convitati di pietra

Ho iniziato I convitati di pietra (Einaudi) colmo di speranza, dato che arrivavo da una serie di romanzi deludenti e per fortuna Michele Mari non mi ha tradito nemmeno questa volta. Questa storia breve, in quanto a pagine, e lunghissima, in quanto a periodo temporale narrato, mi ha intrattenuto per una settimana circa di letture serali e dopo qualche indispensabile giorno di sedimentazione eccoci con la recensione.

AGGIORNAMENTOI convitati di pietra è il romanzo vincitore del Premio Strega 2026.

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Recensione Destinazione errata di Domenico Starnone: sporco e quindi vero

Destinazione Errata Domenico Starnone

Sarà per via della faticosissima lettura dell’Ultimo Segreto di Dan Brown, sarà perché banalmente avevo bisogno di addentrarmi in una scrittura asciutta, brillante e sintetica, ma ho approcciato Destinazione errata di Domenico Starnone con grosse aspettative. Posso anticipare che la fiducia è stata soddisfatta, lasciandomi speranzoso sul fatto che sia ancora possibile confezionare un lavoro concreto, ragionato e godibile senza sfociare nella grafomania, raggiungendo le profondità dei personaggi e non galleggiando nei tanti stereotipi.

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Recensione L’estate che ho ucciso mio nonno di Giulia Lombezzi: la coerenza della voce narrante

Sono arrivato a pagina 44 di L’estate che ho ucciso mio nonno di Giulia Lombezzi (Bollati Boringhieri) e mi sono domandato come diavolo sarebbe proseguito, cosa avrebbe alla fine raccontato, come avrebbe sostenuto l’impalcatura fino a quel momento costruita. Ammetto di aver terminato la lettura piuttosto soddisfatto: è un romanzo fresco, attuale, ben bilanciato, con personaggi di carne e sangue ed è scritto molto bene. Ecco, è scritto molto bene e paradossalmente è proprio questo dettaglio non da poco che mi ha attanagliato per tutto il tempo.

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Recensione Io ti vedo di Triggiani-Bottarelli, una bella scoperta

io ti vedo

Davvero una bella scoperta il thriller Io ti vedo scritto dalla coppia Maurizia Triggiani e Marco Bottarelli e quindi ringrazio subito la mia cara amica Roberta, che mi ha regalato una copia firmata dagli autori direttamente dal Salone del Libro di Torino. La storia è ben costruita, ordinata e consapevole, gli autori hanno dato vita a personaggi credibili e mi pare di percepire uno stile di scrittura molto statunitense.

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Recensione Delitto di benvenuto, un giallo godibile

delitto di benvenuto

Cristina Cassar Scalia ha prodotto un giallo che non riuscirei a definire in altro modo che godibile. Delitto di benvenuto è un romanzo bilanciato, ben studiato nel suo incedere negli eventi, con personaggi costruiti con attenzione e, soprattutto, con un’ambientazione ricreata con cura nello spazio-tempo di una Noto nel freddo Dicembre del 1964.

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Recensione Il mostro è libero (se non è morto) di Rinaldi e Torrisi

Il mostro è libero (se non è morto) è l’ultima fatica del giornalista Pino Rinaldi, scritto insieme all’allora comandante dei Carabinieri (e ora generale in pensione) Nunziato Torrisi e che segue l’ipotesi della cosiddetta “Pista sarda” come spiegazione dei 16 (e non 14) delitti imputati al Mostro di Firenze. Leggo diversi saggi, di solito non li recensisco, ma per questo farò un’eccezione.

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