Ci ho messo metà romanzo a rendermi conto che quell’Antonio Albanese, autore di La strada giovane, era proprio il celebre e poliedrico attore, regista e comico noto per i tanti personaggi di grande successo su piccolo e grande schermo. Anticipo un po’ del finale di questa recensione: bravo, è stata una lettura piuttosto soddisfacente, anche se mi sono segnato un paio di osservazioni.
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Avevo corpose aspettative su Almeno tu, ultimo romanzo di Carlo Lucarelli. Un po’ perché è un autore che apprezzo moltissimo (come narratore a tutto tondo), un po’ perché le ultime letture sono state molto deludenti. La prima parte di questo breve romanzo è a mio avviso la migliore, la più consapevole e anche dolorosa. L’ampia porzione centrale è scivolata via con poco mordente e un po’ di confusione. La fine è forse più amara che insoddisfacente.
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È un classico “compitino” quello firmato da Joël Dicker con il suo ultimo La catastrofica visita allo zoo, un romanzo molto breve e assai dimenticabile, che sembra il classico tappo per coprire un buco di un periodo altrimenti troppo lungo tra un’uscita (vera) e l’altra. La nave di Teseo ha giustamente proposto una veste grafica che rimanda subito ai successi strepitosi dell’autore svizzero, ma è meglio mettersi il cuore in pace, perché probabilmente solo i veri fan potrebbero apprezzarlo davvero. La traduzione è di Milena Zemira Ciccimarra.
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Titolo intrigante quello scelto da Valeria Roma per il suo romanzo edito da Eretica Edizioni: Algoritmia, perché è brevissimo, è una parola sola ed è peraltro anche un neologismo, che però trova perfettamente senso nella storia raccontata (e lo stesso vale anche per la copertina e i suoi dettagli).
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Non mi è mai capitato di iniziare un romanzo con un refuso nel primissimo paragrafo, ma i record sono fatti per essere battuti. Tra poche ore è buio è la nuova fatica letteraria di Giovanni Pizzigoni, meglio noto su YouTube come Giopizzi, che prosegue la collaborazione con Mondadori esplorando il mondo dei thriller, con una storia ambientata in Sardegna. Ho terminato la lettura con grande fatica, tra refusi, tante ripetizioni e il continuo pensiero alla possibilità che, anche in questo caso, non siano avvenuti editing né correzioni di bozze.
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Per fortuna c’è sempre un thriller del buon Franck Thilliez, quando serve riconciliarsi con questo genere letterario così-popolare-così-bistrattato, in modo particolare da molti autori italiani. Con Labirinti si completa il trittico composto dai precedenti romanzi Il Manoscritto e C’era due volte, tirando le fila, non dimenticandosi niente per strada e proponendo un lavoro maturo e solido. Chiunque ami i thriller, o voglia scriverne uno, Thilliez è la lettura più consigliata.
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Dopo una serie di romanzi deludenti avevo bisogno di una buona lettura. La scelta era quindi inevitabile: Racconti scritti da donne nude di Stefano Rapone, acquistato sin dal giorno 0. Ero molto curioso di addentrarmi nel primo libro di un comico che apprezzo e che seguo da tempo, sin dal giorno in cui l’algoritmo di YouTube mi propose un video della serie Rapone legge Brosio.
Continua a leggere “Recensione di Racconti scritti da donne nude di Stefano Rapone: dategli lo Strega”Recensione La casa dei silenzi di Donato Carrisi: un’inconcludente deriva paranormale
Con La casa dei silenzi, Donato Carrisi esce ufficialmente dalla categoria thriller per cementare le proprie radici nella letteratura fantasy-soprannaturale e pregna di atmosfera paranormale che ormai ha abbracciato appieno e con grande soddisfazione, almeno a ascoltare podcast o leggere interviste recenti. E tutto ciò non sarebbe affatto un problema, se non fosse che le sue opere stanno diventando sempre più zeppe di incongruenze e spiegazioni forzate per far quadrare i conti, con finali che mirano più al colpo di scena riparatore piuttosto che a tirare le fila di un discorso che continua ad aprire nuove parentesi senza chiuderne nemmeno una. Risulta quindi difficile non pensare che tutto sia finalizzato soltanto a pubblicare un libro all’anno, calandosi in modo irreparabile nel baratro di storie inconcludenti e, spesso, imbarazzanti.
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Dopo aver recensito qualche tempo fa Per mia colpa sono tornato a rileggere un romanzo di Piergiorgio Pulixi, dato che incontro di frequente il suo nome in articoli, interviste e post sui vari social. E i suoi numerosissimi romanzi sono una presenza costante nell’ambito settore delle nuove uscite in tutte le librerie. Insomma, è un autore best seller nel vero senso della parola, ha una folta schiera di fan, è peraltro tradotto in molte lingue e mi sembra molto ben considerato da svariati importanti altri romanzieri. Il romanzo in questione si intitola La donna nel pozzo ed è edito da Feltrinelli: ho deciso di leggerlo perché il precedente lavoro mi aveva lasciato molti interrogativi e volevo approfondire. Ma ne sono uscito con più dubbi di prima.
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Era nella lista-promemoria da anni e anni e finalmente ho letto Me, Earl and the dying girl dell’autore statunitense Jesse Andrews. L’ho scelto in lingua originale, perché ero assai curioso di percepire quanto più possibile dello stile e dell’atmosfera di quello che ora posso considerare a tutti gli effetti il romanzo più intenso che ho finora recensito su questo blog. Non è un libro perfetto, ci sono svariati dettagli che avrei preferito differenti, ma in fin dei conti è anche giusto così.
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