Recensione L’Ultimo treno della Patagonia di Paul Theroux

Fatico a comprendere il disappunto espresso da svariati lettori che si sono approcciati a The Old Patagonian Express di Paul Theroux, uscito in Italia con il titolo L’ultimo treno della Patagonia, subendo sin dalle prima pagine la voce del tutto particolare dell’autore, l’io narrante. Non è infatti detto che la narrativa di viaggio, di un viaggio avvenuto per davvero, richieda necessariamente uno sviluppo votato alla continua espressione di meraviglia e di incredulità, magari ricamando in modo stucchevole la prosa. Quella è infatti materia di chi vuole ostentare le proprie esperienze e/o le vuole trascendere dalla realtà.

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Recensione Autunno tedesco di Stig Dagerman

La scrittura di un reportage è una delle arti più difficili del mondo del giornalismo perché può capitare che l’autore cada nella vanità di porsi in primo piano rispetto a ciò che dovrebbe invece raccontare: qualcosa che accade di frequente anche negli articoli tradizionali e nelle interviste, ma che nell’ambito di una cronaca di viaggio o, peggio, di una situazione bellica risulta ancor più aberrante.

Non è il caso dell’encomiabile lavoro svolto dallo scrittore svedese Stig Dagerman a seguito del viaggio nelle rovine della Germania dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, dal 15 ottobre al 10 dicembre 1946. Pubblicato a puntate dal dicembre del ’46 al successivo aprile ’47 sul quotidiano Expressen, diventò poi il volume unificato col titolo Tysk höst ovvero Autunno tedesco poco dopo, a maggio. Ho letto la traduzione italiana a opera di Massimo Ciavarolo pubblicata dalla casa editrice Lindau.

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Recensione Due Vite di Emanuele Trevi, vincitore Premio Strega 2021

Vale la pena investire un paio d’ore per leggere Due Vite di Emanuele Trevi, vincitore del Premio Strega 2021 ed edito da Neri Pozza. Si può immaginare un lavoro colossale per esplorare due intere esistenze, ma non è affatto lo scopo di questo volume che infatti si concentra a raccontare il rapporto tra l’autore e due tra i suoi più cari amici (e colleghi) come Pia Pera e Rocco Carbone, entrambi scomparsi prematuramente.

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Recensione La casa senza ricordi di Donato Carrisi

A dimostrazione del successo ormai internazionale di Donato Carrisi, il nome dell’autore è ben più grande del titolo del suo ultimo romanzo (definito come) thriller ovvero La casa senza ricordi, edito da Longanesi; non è troppo avventato immaginare che una vasta percentuale di lettori acquisti il libro proprio per chi lo ha scritto, “andando sul sicuro”. Ed è in buona parte qui il problema di quest’opera.

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Recensione Lo stato delle anime di Giorgio Todde

La Sardegna dell’800, un insolito equilibrio tra nati e morti che si è rotto e un protagonista basato su un singolare personaggio storico realmente esistito: sono questi gli ingredienti alla base de Lo stato delle anime, un noir edito da Frassinelli nel 2002 a firma di Giorgio Todde, scrittore e medico oculista cagliaritano recentemente scomparso. È il primo di una serie di romanzi che girano attorno alla figura del medico/imbalsamatore Efisio Marini, vissuto tra il 1835 e il 1900, ma non credo che ne leggerò altri, perché ho trovato la lettura soddisfacente abbastanza da saziare il mio intesse sul protagonista, non lasciando altro appetito.

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Recensione Rapaci di Giovanni Pizzigoni (Giopizzi) e una riflessione sull’editing

L’ultima lettura del 2021 è stata Rapaci di Giovanni Pizzigoni (meglio noto come Giopizzi) edito da Mondadori, passatomi dall’amico Carlo e sono bastate poche pagine per capire il motivo di questa sua particolare segnalazione: conveniamo infatti entrambi che ci siano forti dubbi sul fatto che si sia eseguito un qualche lavoro di editing. Una mancanza evidente, che risulta ancora più significativa visto l’autore, ma procediamo per gradi.

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Recensione L’uomo che restò solo sulla Terra di G.G. Simpson

Era il 15 gennaio del 1994 a Colombo nello Sri Lanka quando Arthur G. Clarke – autore, tra gli altri lavori, anche di 2001: Odissea nello spazio – stava già allungando quasi meccanicamente la mano verso la pila di fogli prestampati con la breve risposta di rifiuto da allegare all’ennesimo dattiloscritto non presentato. Ma si soffermò sul nome dell’autore ovvero George Gaylord Simpson, tra i più importanti paleontologi di sempre e all’epoca già defunto, e anche su quello di chi aveva già preparato la postfazione, Stephen Jay Gould, pluripremiato biologo, zoologo, paleontologo e storico della scienza. Scoprì, così, che quello scritto di appena 25000 parole circa non era alla ricerca di una raccomandazione per la pubblicazione, ma si chiedeva a Clarke di occuparsi dell’introduzione. Accolse l’invito per partecipare a un’opera non così conosciuta, ma che merita le circa due ore che richiede per leggerla tutta.

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Recensione Prima di cadere di Noah Hawley

Ho letto in lingua originale Before the fall di Noah Hawley (Little, Brown & Company) uscito in Italia con Einaudi con il titolo Prima di cadere e con la traduzione di Marco Rossari. Avevo acquistato questo volume tempo fa, molto tempo fa, in un aeroporto poco prima di imbarcarmi; ho poi scoperto dopo averlo letto che l’autore è noto per essere il creatore della celebre serie televisiva Fargo. Che tipo di storia è? Si scrive sia un mystery thriller visto che si muove a cavallo delle due categorie, basando tutta la narrazione su un fatto che si scopre gradualmente, ma delle due facce la prima è la più vicina alla realtà.

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Recensione Scavare fino al centro della terra di Kevin Wilson

Negli ultimi dieci anni ho letto soltanto due raccolte di racconti, la seconda è Scavare fino al centro della terra di Kevin Wilson, traduzione a opera di Silvia Castoldi di Tunneling to the Center of the Earth: Stories (Ecco/HarperCollins) del 2009 pubblicata da Fazi Editore cinque anni più tardi. L’autore è noto soprattutto per il successivo romanzo La famiglia Fang (The Family Fang) del 2011, che però non ho letto. I racconti inseriti nella collezione sono undici e variano in lunghezza da 10 a 45 pagine per un totale di 235 pagine al netto dei ringraziamenti.

C’è da rimanere piacevolmente sorpresi dall’intensa e al contempo delicata attrazione gravitazionale che esercita questa piccola perla di narrativa contemporanea. Seppur tutte (molto) differenti tra loro e con sentimenti di fondo variegati, le storie vibrano sulle stesse frequenze: non mi capita spesso di entrare in così intensa e rapida sintonia con uno stile di scrittura così vivo e ritmato e con un’atmosfera che dondola in armonia tra l’assai realistico e guizzi di brillante e inaspettata fantasia.

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Recensione Léon di Carlo Lucarelli: un thriller geometrico

Si inaugura il blog con l’ultimissimo libro letto, il recente Léon di Carlo Lucarelli, edito da Eiunaudi nella collana Stile Libero Big. La prima parte della recensione sarà libera da spoiler, mentre la seconda scenderà nel dettaglio degli avvenimenti, dell’intreccio e dei personaggi, ma – tranquilli – sarà adeguatamente protetta per chi ancora non ha letto il romanzo.

Trama di Léon di Carlo Lucarelli in breve e senza spoiler – Il brutale serial killer Iguana è scappato dall’istituto psichiatrico in cui era detenuto dopo gli omicidi narrati in Amost Blue (1997), mettendo in serie pericolo la poliziotta che lo ha incriminato, Grazia Negri, e l’altro protagonista del precedente noir, il non vedente Simone. Ma sin da subito ci sono particolari che sembrano incasellati nel posto sbagliato e meritano più attenzione. In un crescendo di tensione, sangue e di ribaltamenti di fronte, c’è poco da annoiarsi con questo gradevole romanzo di poco più di 200 pagine, che si può leggere in un mezzo pomeriggio.

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