Recensione Abel di Alessandro Baricco: alla fine non è rimasto niente

Ho terminato Abel di Alessandro Baricco per una curiosità malsana, tipo quella un po’ deprecabile degli automobilisti che rallentano per osservare i postumi di un incidente, col rischio di causarne altri. E la sensazione finale, all’ultimo paragrafo, è quella di una intensa perplessità e una buona dose di pena, ma è durato poco perché dopo pochi secondi è rimasto solo un nulla assoluto e la voglia di passare a letture più dense e utili.

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Recensione Il vento conosce il mio nome di Isabel Allende

Lettura piacevole quella de El viento conoce mi nombre di Isabel Allende, uscito in Italia come Il vento conosce il mio nome con la traduzione Elena Liverani e pubblicato da Feltrinelli. Iniziamo dalla domanda immediata, è allo stesso livello de La casa degli spiriti? La risposta è no, per quanto mi riguarda. E non è nemmeno a quello di Lungo petalo di mare uscito cinque anni fa. Tuttavia, la storia è filata via molto liscia in una settimana, quando poteva consumarsi in un paio di notti (ma solo perché mi addormentavo subito, per stanchezza non per noia).

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Recensione Giù nella valle di Paolo Cognetti: breve e dimenticabile

Corregionali della Valsesia non inalberatevi: basta un’ora per leggervi Giù nella valle e scoprire che il vero problema del lavoro di Paolo Cognetti non è la mancanza di rispetto per i vostri luoghi e abitanti. Così come per La felicità del lupo, anche con la nuova fatica dell’autore milanese ho chiuso l’ultima pagina chiedendomi se Cognetti abbia ancora qualcosa da raccontare o si limiti al compitino per proseguire la propria carriera senza troppo sforzo.

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5 libri da comprare al Black Friday 2023

Quali libri acquistare durante il Black Friday 2023? Tra friggitrici ad aria, robot aspirapolveri e massaggiatori a pistola ci sono anche diversi ottimi titoli da ordinare online, risparmiando qualche euro, che male non fa. Ecco cinque letture molto diverse tra loro, tra quelle che più mi hanno soddisfatto negli ultimi tempi.

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Recensione L’educazione delle farfalle: Carrisi thrillerista-fantasy

Terminando L’educazione delle farfalle, è emersa una considerazione piuttosto netta: Donato Carrisi viene definito un autore di thriller psicologici, ma credo che i suoi lavori siano infusi in modo sempre più predominante da caratteristiche fantasy. Non tanto nelle ambientazioni quanto proprio nelle fondamenta che reggono la struttura principale delle storie, che richiedono al lettore di accettare requisiti e verità che sconfinano dalla realtà di carne, sangue e ossigeno e trovano spazio in una atmosfera parallela. A prescindere da dettagli e piccole deviazioni a sfondo magico – altra tradizione fantasy dei suoi romanzi – Carrisi chiude (o, meglio, non chiude) il cerchio degli eventi narrati con spiegazioni e avvenimenti lontani dalla verosimiglianza.

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Amazon Storyteller 2023: uno sguardo ai finalisti

Ho appena ricevuto la mail sui finalisti del concorso Amazon Storyteller 2023, che si può considerare un effettivo ed efficace termometro degli attuali gusti di una buona fetta di lettori. È bene infatti non soffermarsi solo sui grandi nomi o su classifiche spesso mero scambio-di-favori, ma sondare queste iniziative per rendersi conto di dove tira il mercato. Credo peraltro che questo concorso porti anche un po’ di freschezza nel segmento spesso stagnante dell’editoria.

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Recensione Il limite invisibile di Haruka Tono: breve e paraculo

Credo che se Il limite invisibile fosse stato concepito, scritto e ambientato in Occidente allora difficilmente avrebbe trovato un editore pronto a pubblicarlo. E invece è stato uno dei romanzi più di successo degli ultimi anni in Giappone, tanto da concedere all’autore Haruka Tono il prestigioso Premio Akutagawa e la chance di essere tradotto in svariate lingue, compreso l’italiano grazie alla pubblicazione di Giunti e all’ottimo lavoro di Gala Maria Follaco.

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Come sbiancare i libri ingialliti

I libri ingialliti sono un grande classico dei mercatini dell’usato o di volumi lasciati magari in cantina o in soffitta per troppo tempo. Posso capire il fascino del vintage e del vissuto, ma un po’ meno la sensazione al tatto e anche l’odore di sottobosco che risale ogni volta che si gira una pagina: per fortuna c’è un metodo a costo pressoché zero e molto semplice per ovviare a questa situazione e riportare in condizioni accettabili i poveri librini. Funziona bene il più delle volte.

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Come d’aria, la recensione senza misericordia del Premio Strega 2023

Ero conscio che la recensione di Come d’aria di Ada D’Adamo sarebbe stata molto complicata e i motivi sono principalmente due, ovvero la debordante quantità di dolore impressa in ognuna delle 144 pagine del memoir e, soprattutto, la tragica scomparsa dell’autrice, circa tre mesi prima dell’annuncio della vittoria del Premio Strega 2023, che inevitabilmente può influire in modo preponderante sul giudizio di un’opera del genere. Per questo motivo cercherò invece di rimanere aderente al lavoro, perché credo che sia più rispettosi essere sinceri invece che ampollosamente misericordiosi.

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Alain Elkann ha millantato anche la lettura della Recherche

Alain Elkann non sta affatto leggendo la Recherche di Proust. Oppure se ha deciso di mettersi alla prova con l’œuvre cathédrale dovrebbe prima (tentare di) risolvere qualche grave problema di comprensione del testo. C’è infatti un dettaglio che mi ha subito fatto storcere il naso e che è passato in sordina, sotterrato dall’involontaria ilarità di quel piccolo concentrato di spocchia e classismo che è l’articolo Sul treno per Foggia con i giovani “lanzichenecchi”, catalogato dal quotidiano come Breve racconto d’estate. E giustamente sommerso di sberleffi sui social.

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