Le recensioni negative sono importanti e gli scrittori devono leggerle

Ho trovato molto interessante l’articolo pubblicato su Wired a proposito dell’annosa questione sulla necessità di non taggare gli scrittori nei rilanci social delle recensioni negative: vengono riportate le testimonianze di alcuni autori che esplicitano il loro malessere a leggere commenti poco piacevoli sui propri lavori, chiamando in causa conseguenze a livello di creatività sui lavori in corso. Non sono affatto d’accordo, al contrario credo fermamente che gli scrittori debbano leggere le recensioni negative con grande attenzione e senza offendersi o provare malessere quasi fisico per una critica alla propria creatura.

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Come creare personaggi credibili e realistici in un romanzo: 2 consigli

Creare personaggi credibili e umani quanto basta per non risultare posticci è molto più importante di quanto molti autori evidentemente credono, perché è sempre più comune imbattersi in romanzi (anche con note firme) popolati di protagonisti e comprimari che parlano tutti allo stesso modo e che appaiono come i fondali dei film a basso costo ovvero appena dipinti, bidimensionali e fragilissimi. Allestire una trama coerente e pregna di senso in ogni pagina non è meno importante della costruzione dei personaggi e per questo motivo basta seguire un po’ di caro e vecchio metodo per dare sostanza e credibilità alla propria storia. Due consigli, oggi.

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Recensione L’Avversario di Carrère – storie vere ma inverosimili (e narcisismo)

L’Avversario di Emmanuel Carrère è uno dei più fulgidi esempi di storie-vere-ma-inverosimili, un intreccio che si faticherebbe ad accettare se fosse un prodotto di fiction. Eppure è un’intera esistenza successa per davvero e trascinata attraverso i decenni con una successione di eventi che solo in apparenza sembrano anacronistici. Questo cosiddetto romanzo-verità ha ottenuto un grande successo non solo oltralpe, ma mi ha lasciato una sensazione finale amara, non solo per via delle atrocità narrate.

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Consigli per scrivere un libro: puntare alla semplicità

Uno degli errori più comuni quando ci si approccia a scrivere un libro è quello di complicarsi la vita con una storia contorta e inutilmente complessa. Bisogna infatti sempre ricordarsi di un concetto chiave: il lettore deve capire. Deve capire cosa sta succedendo, chi stia parlando, non deve confondersi con i nomi dei personaggi e dei luoghi. Deve immergersi nell’intreccio attivando quel meraviglioso gioco che è la lettura, ovvero un’allucinazione causata da segni grafici di inchiostro stampati su parti trattate di quello che un tempo era un albero.

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Creare una trama di un romanzo con la tecnica a espansione

Creare la trama di un romanzo non è semplice, perché si possono avere troppe idee da ordinare oppure perché sono presenti ancora svariati buchi da sistemare. Uno degli errori più comuni di romanzieri in erba (ma anche di quelli ben collaudati) è quello di iniziare subito la scrittura senza troppa preparazione, con il risultato di perdersi e allungare di molto il lavoro. Uno dei metodi di scrittura più semplici è quello che si potrebbe chiamare “a espansione”, che è davvero molto semplice da mettere in pratica e può aiutare a rimanere aderenti a ciò che si vuole raccontare senza naufragare.

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Recensione Per mia colpa di Piergiorgio Pulixi (e i dettagli sospesi)

Mi sono talvolta imbattuto nel nome di Piergiorgio Pulixi tra segnalazioni di librerie, premi letterari e recensioni (sempre piuttosto entusiaste) e ho così deciso di leggere un suo lavoro. Ho pescato il recente Per mia colpa, edito da Mondadori, un noir che si concentra soprattutto sul lato psicologico dei protagonisti, in modo particolare sull’universo femminile. La lettura è stata gradevole, anche se un alcuni elementi della trama non mi hanno convinto.

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Il coraggio di creare un vero personaggio – Stoner di John Edward Williams

Il grande problema di molti autori è quello di avere paura di creare un personaggio vero e autentico, che non sia sempre per forza affascinante e puro, ma che sia anche in grado di compiere azioni deplorevoli e che risulti persino detestabile. Al contrario, è ormai prassi confezionare un protagonista che sia di bell’aspetto, acculturato, carico di charme e con una parte di oscurità ben protetta da scuse varie (infanzia disagiata, traumi devastanti, ecc…). Qualcosa che mette una noia terrificante solo a immaginarlo, ma per fortuna ci sono esempi in letteratura che mostrano come si possa apprezzare molto un romanzo con un protagonista che innervosisce dalla prima all’ultima pagina, che si vuole quasi scuotere e strattonare, che annoia anche: mi sto riferendo a Stoner di John Edward Williams.

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