Recensione Daikon di Samuel Hawley, una storia di soli mostri

Daikon è un romanzo che merita due riflessioni. La prima è che non è necessario che in una storia ci siano per forza dei bravi e dei cattivi, anzi il più delle volte l’oscurità è ben maggiore della luce, quantomeno è così nella vita reale. In secondo luogo, è possibile riuscire a fare divulgazione con la narrativa, scendendo anche molto nel tecnico e peraltro scoperchiando temi etici spinosi. Come si può immaginare, ho ben apprezzato il lavoro di Samuel Hawley edito in Italia dalla Silvio Berlusconi Editore (ero del tutto ignaro della sua esistenza, me ne sono accorto a metà libro) e tradotto da Sara Crimi e Laura Tasso.

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Recensione Il quadro completo di Fabio Galli (e l’importanza del ritmo della narrazione)

Nella palette delle varianti del genere thriller ho sempre considerato quelli psicologici appena un mezzo passo dietro a quelli giudiziari, che rimangono a tutt’oggi i miei preferiti. Il teatro delle aule di tribunale rimane a mio avviso un terreno ostico, da affrontare con attenzione, ma non che lo sia meno il viaggio nella mente di vittime, carnefici, testimoni e comparse. In quest’ultimo caso, infatti, la vicenda da risolvere è tanto importante quanto la costruzione dei personaggi, dei loro vissuti, dei loro chiaroscuri. Gira attorno a tutto questo anche Il quadro completo di Fabio Galli – che ringrazio per avermi inviato il suo lavoro. Questa recensione è una buona occasione per parlare di ritmo della narrazione.

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Recensione L’estate che ho ucciso mio nonno di Giulia Lombezzi: la coerenza della voce narrante

Sono arrivato a pagina 44 di L’estate che ho ucciso mio nonno di Giulia Lombezzi (Bollati Boringhieri) e mi sono domandato come diavolo sarebbe proseguito, cosa avrebbe alla fine raccontato, come avrebbe sostenuto l’impalcatura fino a quel momento costruita. Ammetto di aver terminato la lettura piuttosto soddisfatto: è un romanzo fresco, attuale, ben bilanciato, con personaggi di carne e sangue ed è scritto molto bene. Ecco, è scritto molto bene e paradossalmente è proprio questo dettaglio non da poco che mi ha attanagliato per tutto il tempo.

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Recensione Mimica di Sebastian Fitzek, un thriller costruito bene, forse troppo

Ho compiuto il grave errore di lasciar passare troppi giorni dalla fine della lettura di Mimica di Sebastian Fitzek prima di scriverne la recensione e mi sono reso conto di star iniziando a dimenticarne i dettagli e molti passaggi. Ho dovuto così ricorrere a un piccolo ripasso degli appunti presi man mano, delle evidenziazioni sull’ereader e tutto è tornato chiaro. Eppure, proprio quest’ombra che è calata repentina sull’ultimo thriller dell’autore best-seller tedesco ha posto l’attenzione sul suo più grande limite: è una storia scritta in modo molto calibrato, forse troppo.

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Recensione Io ti vedo di Triggiani-Bottarelli, una bella scoperta

io ti vedo

Davvero una bella scoperta il thriller Io ti vedo scritto dalla coppia Maurizia Triggiani e Marco Bottarelli e quindi ringrazio subito la mia cara amica Roberta, che mi ha regalato una copia firmata dagli autori direttamente dal Salone del Libro di Torino. La storia è ben costruita, ordinata e consapevole, gli autori hanno dato vita a personaggi credibili e mi pare di percepire uno stile di scrittura molto statunitense.

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Recensione L’anniversario di Bajani, Premio Strega 2025

Stefano Rapone non ha purtroppo vinto il Premio Strega 2025, che invece è andato a Andrea Bajani, con il suo L’anniversario, pubblicato da Feltrinelli. Ho atteso quasi una settimana prima di pubblicare la recensione, perché sentivo il bisogno di ragionarci un po’ su. Parto dal fondo: questo breve romanzo continua a non essermi piaciuto anche a freddo, però credo di aver ammorbidito leggermente il giudizio finale.

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Recensione Delitto di benvenuto, un giallo godibile

delitto di benvenuto

Cristina Cassar Scalia ha prodotto un giallo che non riuscirei a definire in altro modo che godibile. Delitto di benvenuto è un romanzo bilanciato, ben studiato nel suo incedere negli eventi, con personaggi costruiti con attenzione e, soprattutto, con un’ambientazione ricreata con cura nello spazio-tempo di una Noto nel freddo Dicembre del 1964.

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Recensione Fantozzi di Paolo Villaggio, un intrigante viaggio nel tempo

fantozzi villaggio

Ho finalmente letto il romanzo Fantozzi di Paolo Villaggio pubblicato da Rizzoli nel 1971 come raccolta di racconti ospitati negli anni precedenti sul settimanale L’Europeo. Come si può immaginare, il romanzo è stato il preludio dei popolarissimi film usciti nei decenni successivi. Fantozzi ha venduto a palate, superando ai tempi il milione di copie ed è tutt’ora uno dei maggiori best seller di tutti i tempi in Italia.

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Recensione Il mostro è libero (se non è morto) di Rinaldi e Torrisi

Il mostro è libero (se non è morto) è l’ultima fatica del giornalista Pino Rinaldi, scritto insieme all’allora comandante dei Carabinieri (e ora generale in pensione) Nunziato Torrisi e che segue l’ipotesi della cosiddetta “Pista sarda” come spiegazione dei 16 (e non 14) delitti imputati al Mostro di Firenze. Leggo diversi saggi, di solito non li recensisco, ma per questo farò un’eccezione.

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Recensione Veloce come la notte di Jonathan Ames, una storia deprimente

Pensavo di intitolare la recensione “brutto e coraggioso” e qui sotto spiegherò perché. Ma sono bastati due o tre giorni di sospensione e il giusto distacco da Veloce come la notte di Jonathan Ames per calibrare al meglio la percezione dello stato d’animo stimolato da questa lettura. I Pass Like Night è un romanzo che scorre vertiginoso, lasciando quello che può sembrare un solco netto, ma che in realtà si rivela come poco più di un graffio. Si mette un piccolo cerotto, che poi si stacca da solo, magari sotto la doccia: si scopre così che la pelle è già rimarginata, come se non fosse successo niente.

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