Recensione Il romanzo di Marceau Miller: ottimo marketing, poca sostanza

il romanzo di marceu miller

Sospinto dal mio ineluttabile ottimismo (e masochismo?), ho dato fiducia a Il romanzo di Marceau Miller, al centro di una poderosa campagna di promozione internazionale. Il thriller, edito in Italia da Einaudi, appariva un po’ ovunque tra inserti, riviste, book influencer e social, puntando sull’ormai abusato artificio dell’autore misterioso – pseudonimo di un nome molto conosciuto, ci mancherebbe altro – e su atmosfere con chiari rimandi a Joël Dicker. Eppure, sotto lo spesso strato di marketing rimane davvero ben poco se non una facile previsione che la storia sia stata confezionata ad hoc per diventare una miniserie su Netflix.

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Recensione Destinazione errata di Domenico Starnone: sporco e quindi vero

Destinazione Errata Domenico Starnone

Sarà per via della faticosissima lettura dell’Ultimo Segreto di Dan Brown, sarà perché banalmente avevo bisogno di addentrarmi in una scrittura asciutta, brillante e sintetica, ma ho approcciato Destinazione errata di Domenico Starnone con grosse aspettative. Posso anticipare che la fiducia è stata soddisfatta, lasciandomi speranzoso sul fatto che sia ancora possibile confezionare un lavoro concreto, ragionato e godibile senza sfociare nella grafomania, raggiungendo le profondità dei personaggi e non galleggiando nei tanti stereotipi.

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Recensione L’ultimo segreto di Dan Brown, lo sbrodolamento che porta alla noia suprema

l'ultimo segreto dan brown

Ho aperto l’ebook de L’ultimo segreto di Dan Brown osservando subito il conteggio delle pagine sul bordo inferiore dell’ereader, perché temevo di trovarmi davanti un numero abnorme. Ne avevo ben donde: 675, seicentosettantacinque. Una montagna enorme da scalare, soprattutto conoscendo lo stile del Nostro: avevo paura di stare per inoltrarmi in un viaggio al termine della grafomania, nello sbrodolamento più estremo. E così è infatti stato. Ho lottato in modo costante con la noia di eventi inutili che non portano a niente, togliendo paradossalmente spazio a dettagli molto più importanti come i personaggi e l’approfondimento delle tante e moderne tematiche riportate nella storia.

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Recensione Daikon di Samuel Hawley, una storia di soli mostri

Daikon è un romanzo che merita due riflessioni. La prima è che non è necessario che in una storia ci siano per forza dei bravi e dei cattivi, anzi il più delle volte l’oscurità è ben maggiore della luce, quantomeno è così nella vita reale. In secondo luogo, è possibile riuscire a fare divulgazione con la narrativa, scendendo anche molto nel tecnico e peraltro scoperchiando temi etici spinosi. Come si può immaginare, ho ben apprezzato il lavoro di Samuel Hawley edito in Italia dalla Silvio Berlusconi Editore (ero del tutto ignaro della sua esistenza, me ne sono accorto a metà libro) e tradotto da Sara Crimi e Laura Tasso.

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Recensione Il quadro completo di Fabio Galli (e l’importanza del ritmo della narrazione)

Nella palette delle varianti del genere thriller ho sempre considerato quelli psicologici appena un mezzo passo dietro a quelli giudiziari, che rimangono a tutt’oggi i miei preferiti. Il teatro delle aule di tribunale rimane a mio avviso un terreno ostico, da affrontare con attenzione, ma non che lo sia meno il viaggio nella mente di vittime, carnefici, testimoni e comparse. In quest’ultimo caso, infatti, la vicenda da risolvere è tanto importante quanto la costruzione dei personaggi, dei loro vissuti, dei loro chiaroscuri. Gira attorno a tutto questo anche Il quadro completo di Fabio Galli – che ringrazio per avermi inviato il suo lavoro. Questa recensione è una buona occasione per parlare di ritmo della narrazione.

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Recensione L’estate che ho ucciso mio nonno di Giulia Lombezzi: la coerenza della voce narrante

Sono arrivato a pagina 44 di L’estate che ho ucciso mio nonno di Giulia Lombezzi (Bollati Boringhieri) e mi sono domandato come diavolo sarebbe proseguito, cosa avrebbe alla fine raccontato, come avrebbe sostenuto l’impalcatura fino a quel momento costruita. Ammetto di aver terminato la lettura piuttosto soddisfatto: è un romanzo fresco, attuale, ben bilanciato, con personaggi di carne e sangue ed è scritto molto bene. Ecco, è scritto molto bene e paradossalmente è proprio questo dettaglio non da poco che mi ha attanagliato per tutto il tempo.

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Recensione Mimica di Sebastian Fitzek, un thriller costruito bene, forse troppo

Ho compiuto il grave errore di lasciar passare troppi giorni dalla fine della lettura di Mimica di Sebastian Fitzek prima di scriverne la recensione e mi sono reso conto di star iniziando a dimenticarne i dettagli e molti passaggi. Ho dovuto così ricorrere a un piccolo ripasso degli appunti presi man mano, delle evidenziazioni sull’ereader e tutto è tornato chiaro. Eppure, proprio quest’ombra che è calata repentina sull’ultimo thriller dell’autore best-seller tedesco ha posto l’attenzione sul suo più grande limite: è una storia scritta in modo molto calibrato, forse troppo.

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Recensione Io ti vedo di Triggiani-Bottarelli, una bella scoperta

io ti vedo

Davvero una bella scoperta il thriller Io ti vedo scritto dalla coppia Maurizia Triggiani e Marco Bottarelli e quindi ringrazio subito la mia cara amica Roberta, che mi ha regalato una copia firmata dagli autori direttamente dal Salone del Libro di Torino. La storia è ben costruita, ordinata e consapevole, gli autori hanno dato vita a personaggi credibili e mi pare di percepire uno stile di scrittura molto statunitense.

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Recensione L’anniversario di Bajani, Premio Strega 2025

Stefano Rapone non ha purtroppo vinto il Premio Strega 2025, che invece è andato a Andrea Bajani, con il suo L’anniversario, pubblicato da Feltrinelli. Ho atteso quasi una settimana prima di pubblicare la recensione, perché sentivo il bisogno di ragionarci un po’ su. Parto dal fondo: questo breve romanzo continua a non essermi piaciuto anche a freddo, però credo di aver ammorbidito leggermente il giudizio finale.

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Recensione Delitto di benvenuto, un giallo godibile

delitto di benvenuto

Cristina Cassar Scalia ha prodotto un giallo che non riuscirei a definire in altro modo che godibile. Delitto di benvenuto è un romanzo bilanciato, ben studiato nel suo incedere negli eventi, con personaggi costruiti con attenzione e, soprattutto, con un’ambientazione ricreata con cura nello spazio-tempo di una Noto nel freddo Dicembre del 1964.

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