Preoccuparsi per gli altri è umano e fino a un certo limite è anche amorevole, ma spesso si dimentica che ci sono punti di vista che sono, anzi devono essere diametralmente opposti. E se capita, non muore mica nessuno. Furukura Keiko ha 36 anni, non ha un partner, figuriamoci una prole e rifugge come fosse veleno dalla vita sociale, fa un lavoro che la maggior parte delle persone trova deprimente e vive in un appartamento fatiscente. Eppure, a lei sta bene così, per la miseria, e non fa certo male a nessuno: no, non le è permesso, qualcuno deve sempre metterci il naso e intervenire. Ecco La ragazza del convenience store di Sayaka Murata, edito in Italia da Edizioni E/O con la traduzione di Gianluca Coci.
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Recensione I convitati di pietra di Michele Mari, una storia divertente
Ho iniziato I convitati di pietra (Einaudi) colmo di speranza, dato che arrivavo da una serie di romanzi deludenti e per fortuna Michele Mari non mi ha tradito nemmeno questa volta. Questa storia breve, in quanto a pagine, e lunghissima, in quanto a periodo temporale narrato, mi ha intrattenuto per una settimana circa di letture serali e dopo qualche indispensabile giorno di sedimentazione eccoci con la recensione.
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Sarà per via della faticosissima lettura dell’Ultimo Segreto di Dan Brown, sarà perché banalmente avevo bisogno di addentrarmi in una scrittura asciutta, brillante e sintetica, ma ho approcciato Destinazione errata di Domenico Starnone con grosse aspettative. Posso anticipare che la fiducia è stata soddisfatta, lasciandomi speranzoso sul fatto che sia ancora possibile confezionare un lavoro concreto, ragionato e godibile senza sfociare nella grafomania, raggiungendo le profondità dei personaggi e non galleggiando nei tanti stereotipi.
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Sono arrivato a pagina 44 di L’estate che ho ucciso mio nonno di Giulia Lombezzi (Bollati Boringhieri) e mi sono domandato come diavolo sarebbe proseguito, cosa avrebbe alla fine raccontato, come avrebbe sostenuto l’impalcatura fino a quel momento costruita. Ammetto di aver terminato la lettura piuttosto soddisfatto: è un romanzo fresco, attuale, ben bilanciato, con personaggi di carne e sangue ed è scritto molto bene. Ecco, è scritto molto bene e paradossalmente è proprio questo dettaglio non da poco che mi ha attanagliato per tutto il tempo.
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Davvero una bella scoperta il thriller Io ti vedo scritto dalla coppia Maurizia Triggiani e Marco Bottarelli e quindi ringrazio subito la mia cara amica Roberta, che mi ha regalato una copia firmata dagli autori direttamente dal Salone del Libro di Torino. La storia è ben costruita, ordinata e consapevole, gli autori hanno dato vita a personaggi credibili e mi pare di percepire uno stile di scrittura molto statunitense.
Continua a leggere “Recensione Io ti vedo di Triggiani-Bottarelli, una bella scoperta”Recensione Delitto di benvenuto, un giallo godibile
Cristina Cassar Scalia ha prodotto un giallo che non riuscirei a definire in altro modo che godibile. Delitto di benvenuto è un romanzo bilanciato, ben studiato nel suo incedere negli eventi, con personaggi costruiti con attenzione e, soprattutto, con un’ambientazione ricreata con cura nello spazio-tempo di una Noto nel freddo Dicembre del 1964.
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Il mostro è libero (se non è morto) è l’ultima fatica del giornalista Pino Rinaldi, scritto insieme all’allora comandante dei Carabinieri (e ora generale in pensione) Nunziato Torrisi e che segue l’ipotesi della cosiddetta “Pista sarda” come spiegazione dei 16 (e non 14) delitti imputati al Mostro di Firenze. Leggo diversi saggi, di solito non li recensisco, ma per questo farò un’eccezione.
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Dopo una serie di romanzi deludenti avevo bisogno di una buona lettura. La scelta era quindi inevitabile: Racconti scritti da donne nude di Stefano Rapone, acquistato sin dal giorno 0. Ero molto curioso di addentrarmi nel primo libro di un comico che apprezzo e che seguo da tempo, sin dal giorno in cui l’algoritmo di YouTube mi propose un video della serie Rapone legge Brosio.
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Prosegue la tradizione della lettura del fresco vincitore del Premio Strega (anche quello giovani) e per l’edizione 2024 è stato il turno de L’età fragile di Donatella Di Pietrantonio. È il primo romanzo dell’autrice abruzzese che mi capita di esaminare e sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’efficacia della sua prosa, molto sintetica, funzionale e spesso evocativa. Mi ha convinto anche la costruzione di una trama lineare, organizzata in un doppio binario tra passato e presente, anche se qualcosa – alla fine – manca.
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È piuttosto curioso quando il dettaglio peggiore di un romanzo è la copertina, perché di solito è il contrario: con Tutti i particolari in cronaca di Antonio Manzini, invece, un primo approccio visivo poco soddisfacente si trasforma in una lettura godibile e stratificata, ben costruita, seppur con qualche piccolo passaggio a vuoto. Ottimo il distacco dalla comfort zone di Rocco Schiavone per tuffarsi in un nuovo mondo narrativo (con Mondadori).
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