Strani disegni è il breve titolo di un brevissimo romanzo a firma del misterioso autore giapponese Uketsu. Pubblicato in Italia da Einaudi con la traduzione di Stefano Lo Cigno, questo libercolo racconta una storia sviluppata ad enigmi e ospita numerose illustrazioni che fanno da cardine allo svolgimento della vicenda. L’esperimento è curioso e intrigante, seppur il risultato finale rimanga molto superficiale. Il grosso problema è un buco, anzi una voragine, che rovina un po’ tutto il finale.
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Recensione Il romanzo di Marceau Miller: ottimo marketing, poca sostanza
Sospinto dal mio ineluttabile ottimismo (e masochismo?), ho dato fiducia a Il romanzo di Marceau Miller, al centro di una poderosa campagna di promozione internazionale. Il thriller, edito in Italia da Einaudi, appariva un po’ ovunque tra inserti, riviste, book influencer e social, puntando sull’ormai abusato artificio dell’autore misterioso – pseudonimo di un nome molto conosciuto, ci mancherebbe altro – e su atmosfere con chiari rimandi a Joël Dicker. Eppure, sotto lo spesso strato di marketing rimane davvero ben poco se non una facile previsione che la storia sia stata confezionata ad hoc per diventare una miniserie su Netflix.
Continua a leggere “Recensione Il romanzo di Marceau Miller: ottimo marketing, poca sostanza”Recensione Il quadro completo di Fabio Galli (e l’importanza del ritmo della narrazione)
Nella palette delle varianti del genere thriller ho sempre considerato quelli psicologici appena un mezzo passo dietro a quelli giudiziari, che rimangono a tutt’oggi i miei preferiti. Il teatro delle aule di tribunale rimane a mio avviso un terreno ostico, da affrontare con attenzione, ma non che lo sia meno il viaggio nella mente di vittime, carnefici, testimoni e comparse. In quest’ultimo caso, infatti, la vicenda da risolvere è tanto importante quanto la costruzione dei personaggi, dei loro vissuti, dei loro chiaroscuri. Gira attorno a tutto questo anche Il quadro completo di Fabio Galli – che ringrazio per avermi inviato il suo lavoro. Questa recensione è una buona occasione per parlare di ritmo della narrazione.
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Ho compiuto il grave errore di lasciar passare troppi giorni dalla fine della lettura di Mimica di Sebastian Fitzek prima di scriverne la recensione e mi sono reso conto di star iniziando a dimenticarne i dettagli e molti passaggi. Ho dovuto così ricorrere a un piccolo ripasso degli appunti presi man mano, delle evidenziazioni sull’ereader e tutto è tornato chiaro. Eppure, proprio quest’ombra che è calata repentina sull’ultimo thriller dell’autore best-seller tedesco ha posto l’attenzione sul suo più grande limite: è una storia scritta in modo molto calibrato, forse troppo.
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Davvero una bella scoperta il thriller Io ti vedo scritto dalla coppia Maurizia Triggiani e Marco Bottarelli e quindi ringrazio subito la mia cara amica Roberta, che mi ha regalato una copia firmata dagli autori direttamente dal Salone del Libro di Torino. La storia è ben costruita, ordinata e consapevole, gli autori hanno dato vita a personaggi credibili e mi pare di percepire uno stile di scrittura molto statunitense.
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Cristina Cassar Scalia ha prodotto un giallo che non riuscirei a definire in altro modo che godibile. Delitto di benvenuto è un romanzo bilanciato, ben studiato nel suo incedere negli eventi, con personaggi costruiti con attenzione e, soprattutto, con un’ambientazione ricreata con cura nello spazio-tempo di una Noto nel freddo Dicembre del 1964.
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Il mostro è libero (se non è morto) è l’ultima fatica del giornalista Pino Rinaldi, scritto insieme all’allora comandante dei Carabinieri (e ora generale in pensione) Nunziato Torrisi e che segue l’ipotesi della cosiddetta “Pista sarda” come spiegazione dei 16 (e non 14) delitti imputati al Mostro di Firenze. Leggo diversi saggi, di solito non li recensisco, ma per questo farò un’eccezione.
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Avevo corpose aspettative su Almeno tu, ultimo romanzo di Carlo Lucarelli. Un po’ perché è un autore che apprezzo moltissimo (come narratore a tutto tondo), un po’ perché le ultime letture sono state molto deludenti. La prima parte di questo breve romanzo è a mio avviso la migliore, la più consapevole e anche dolorosa. L’ampia porzione centrale è scivolata via con poco mordente e un po’ di confusione. La fine è forse più amara che insoddisfacente.
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Per fortuna c’è sempre un thriller del buon Franck Thilliez, quando serve riconciliarsi con questo genere letterario così-popolare-così-bistrattato, in modo particolare da molti autori italiani. Con Labirinti si completa il trittico composto dai precedenti romanzi Il Manoscritto e C’era due volte, tirando le fila, non dimenticandosi niente per strada e proponendo un lavoro maturo e solido. Chiunque ami i thriller, o voglia scriverne uno, Thilliez è la lettura più consigliata.
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Con La casa dei silenzi, Donato Carrisi esce ufficialmente dalla categoria thriller per cementare le proprie radici nella letteratura fantasy-soprannaturale e pregna di atmosfera paranormale che ormai ha abbracciato appieno e con grande soddisfazione, almeno a ascoltare podcast o leggere interviste recenti. E tutto ciò non sarebbe affatto un problema, se non fosse che le sue opere stanno diventando sempre più zeppe di incongruenze e spiegazioni forzate per far quadrare i conti, con finali che mirano più al colpo di scena riparatore piuttosto che a tirare le fila di un discorso che continua ad aprire nuove parentesi senza chiuderne nemmeno una. Risulta quindi difficile non pensare che tutto sia finalizzato soltanto a pubblicare un libro all’anno, calandosi in modo irreparabile nel baratro di storie inconcludenti e, spesso, imbarazzanti.
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