Le terme dell’indirizzo di Cristina Cassar Scalia è un thriller ben scritto, ben progettato e sviluppato con consapevolezza. Soprattutto, però, dimostra ancora una volta quale sia la dote forse più preziosa e al contempo più nascosta per un autore best-seller, ovvero la regolarità. Qualcosa che spesso manda in crisi penne molto affermate, ma anche un talento che viene quasi del tutto ignorato dal pubblico. Quando invece è una pietra fondante del mestiere dello scrivere.
Trama de Le terme dell’indirizzo in una frase – Alle rovine delle Terme dell’Indirizzo di Catania c’è il corpo semicarbonizzato di un uomo senza apparente identità, è stato ucciso con un colpo di proiettile alla testa e di un caso che sembra dover interessare poco la comunità inizia a indagare il vicequestore Vanina Guerrasi.
Ogni opera di Cristina Cassar Scalia entra in classifica sui vari portali online e anche nelle librerie fisiche e credo che questo romanzo offra, se ancora ce ne fosse bisogno, l’evidenza del perché. Nonostante la fertile produzione, con uscite molto ravvicinate tra loro, l’autrice riesce sempre a rimanere coerente con il proprio stile e a mandare alle stampe romanzi ben confezionati. Così come i precedenti lavori, anche Le terme dell’indirizzo si basano su fondamenta solide (ambiente, linguaggio, personaggi), guidano il lettore in modo ordinato attraverso l’apparizione degli avvenimenti e delle intuizioni che spostano la luce sui dettagli che contano e che, alla fine, porteranno alla risoluzione. Così come per Delitto di benvenuto, anche in questo caso opterei per l’aggettivo godibile, se dovessi sceglierne uno e uno soltanto ad accompagnare questo thriller.
Più che apprezzabile la scoperta delle verità nascoste attorno all’omicidio del presunto senzatetto, che si allontana dall’iniziale delitto per regolare i conti in ambito mafioso e si annida in intrecci più profondi della società e delle sue regole non scritte, nelle ombre di relazioni storiche, negli onnipresenti scheletri negli armadi. Logicamente, non offrirò alcuno spoiler.
Ritornando al discorso sulla regolarità, è un grande pregio di Cristina Cassar Scalia, che finora ha dimostrato di ben meritare il successo raccolto. A differenza di molti altri autori italiani di noir/gialli/thriller che si sono adagiati per anni sugli allori del passato oppure che azzeccano un libro ogni 5 o 6, seppur escano con 3 pubblicazioni ogni 2 anni. Numeri che gonfiano i conti correnti, ma che in fin dei conti spesso lasciano solo troppa delusione.
Non è così per l’autrice de Le terme dell’indirizzo, anche se considero questo lavoro certo non troppo indimenticabile. Riguardo la trama orizzontale, ovvero sul filo che lega tutta la serie e sugli avvenimenti che riguardano i protagonisti, è interlocutorio perché si sposta di pochissime pedine. Non che sia necessario aver già letto le altre apparizioni di Vanina per apprezzare Le terme dell’indirizzo, anzi: c’è una buona fetta iniziale che offre una panoramica sul mondo del vicequestore, che è molto utile per chi vi si approccia per la prima volta (e che potrebbe risultare poco interessante a chi invece lo conosce bene, ma è un pegno da pagare).