Strani disegni è il breve titolo di un brevissimo romanzo a firma del misterioso autore giapponese Uketsu. Pubblicato in Italia da Einaudi con la traduzione di Stefano Lo Cigno, questo libercolo racconta una storia sviluppata ad enigmi e ospita numerose illustrazioni che fanno da cardine allo svolgimento della vicenda. L’esperimento è curioso e intrigante, seppur il risultato finale rimanga molto superficiale. Il grosso problema è un buco, anzi una voragine, che rovina un po’ tutto il finale.
Continua a leggere “Recensione Strani disegni di Uketsu: esperimento curioso, con un grande buco”Tag: voto quattro
Recensione Il romanzo di Marceau Miller: ottimo marketing, poca sostanza
Sospinto dal mio ineluttabile ottimismo (e masochismo?), ho dato fiducia a Il romanzo di Marceau Miller, al centro di una poderosa campagna di promozione internazionale. Il thriller, edito in Italia da Einaudi, appariva un po’ ovunque tra inserti, riviste, book influencer e social, puntando sull’ormai abusato artificio dell’autore misterioso – pseudonimo di un nome molto conosciuto, ci mancherebbe altro – e su atmosfere con chiari rimandi a Joël Dicker. Eppure, sotto lo spesso strato di marketing rimane davvero ben poco se non una facile previsione che la storia sia stata confezionata ad hoc per diventare una miniserie su Netflix.
Continua a leggere “Recensione Il romanzo di Marceau Miller: ottimo marketing, poca sostanza”Recensione Veloce come la notte di Jonathan Ames, una storia deprimente
Pensavo di intitolare la recensione “brutto e coraggioso” e qui sotto spiegherò perché. Ma sono bastati due o tre giorni di sospensione e il giusto distacco da Veloce come la notte di Jonathan Ames per calibrare al meglio la percezione dello stato d’animo stimolato da questa lettura. I Pass Like Night è un romanzo che scorre vertiginoso, lasciando quello che può sembrare un solco netto, ma che in realtà si rivela come poco più di un graffio. Si mette un piccolo cerotto, che poi si stacca da solo, magari sotto la doccia: si scopre così che la pelle è già rimarginata, come se non fosse successo niente.
Continua a leggere “Recensione Veloce come la notte di Jonathan Ames, una storia deprimente”Recensione La catastrofica visita allo zoo di Joël Dicker: un compitino per i fan
È un classico “compitino” quello firmato da Joël Dicker con il suo ultimo La catastrofica visita allo zoo, un romanzo molto breve e assai dimenticabile, che sembra il classico tappo per coprire un buco di un periodo altrimenti troppo lungo tra un’uscita (vera) e l’altra. La nave di Teseo ha giustamente proposto una veste grafica che rimanda subito ai successi strepitosi dell’autore svizzero, ma è meglio mettersi il cuore in pace, perché probabilmente solo i veri fan potrebbero apprezzarlo davvero. La traduzione è di Milena Zemira Ciccimarra.
Continua a leggere “Recensione La catastrofica visita allo zoo di Joël Dicker: un compitino per i fan”Recensione Tra poche ore è buio di Giovanni Pizzigoni – i dubbi permangono
Non mi è mai capitato di iniziare un romanzo con un refuso nel primissimo paragrafo, ma i record sono fatti per essere battuti. Tra poche ore è buio è la nuova fatica letteraria di Giovanni Pizzigoni, meglio noto su YouTube come Giopizzi, che prosegue la collaborazione con Mondadori esplorando il mondo dei thriller, con una storia ambientata in Sardegna. Ho terminato la lettura con grande fatica, tra refusi, tante ripetizioni e il continuo pensiero alla possibilità che, anche in questo caso, non siano avvenuti editing né correzioni di bozze.
Continua a leggere “Recensione Tra poche ore è buio di Giovanni Pizzigoni – i dubbi permangono”Recensione La casa dei silenzi di Donato Carrisi: un’inconcludente deriva paranormale
Con La casa dei silenzi, Donato Carrisi esce ufficialmente dalla categoria thriller per cementare le proprie radici nella letteratura fantasy-soprannaturale e pregna di atmosfera paranormale che ormai ha abbracciato appieno e con grande soddisfazione, almeno a ascoltare podcast o leggere interviste recenti. E tutto ciò non sarebbe affatto un problema, se non fosse che le sue opere stanno diventando sempre più zeppe di incongruenze e spiegazioni forzate per far quadrare i conti, con finali che mirano più al colpo di scena riparatore piuttosto che a tirare le fila di un discorso che continua ad aprire nuove parentesi senza chiuderne nemmeno una. Risulta quindi difficile non pensare che tutto sia finalizzato soltanto a pubblicare un libro all’anno, calandosi in modo irreparabile nel baratro di storie inconcludenti e, spesso, imbarazzanti.
Continua a leggere “Recensione La casa dei silenzi di Donato Carrisi: un’inconcludente deriva paranormale”Recensione La donna nel pozzo di Piergiorgio Pulixi – il troppo e il troppo poco
Dopo aver recensito qualche tempo fa Per mia colpa sono tornato a rileggere un romanzo di Piergiorgio Pulixi, dato che incontro di frequente il suo nome in articoli, interviste e post sui vari social. E i suoi numerosissimi romanzi sono una presenza costante nell’ambito settore delle nuove uscite in tutte le librerie. Insomma, è un autore best seller nel vero senso della parola, ha una folta schiera di fan, è peraltro tradotto in molte lingue e mi sembra molto ben considerato da svariati importanti altri romanzieri. Il romanzo in questione si intitola La donna nel pozzo ed è edito da Feltrinelli: ho deciso di leggerlo perché il precedente lavoro mi aveva lasciato molti interrogativi e volevo approfondire. Ma ne sono uscito con più dubbi di prima.
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Ho terminato Abel di Alessandro Baricco per una curiosità malsana, tipo quella un po’ deprecabile degli automobilisti che rallentano per osservare i postumi di un incidente, col rischio di causarne altri. E la sensazione finale, all’ultimo paragrafo, è quella di una intensa perplessità e una buona dose di pena, ma è durato poco perché dopo pochi secondi è rimasto solo un nulla assoluto e la voglia di passare a letture più dense e utili.
Continua a leggere “Recensione Abel di Alessandro Baricco: alla fine non è rimasto niente”Recensione La vita intima di Niccolò Ammaniti: deludente e irritante
La vita intima di Niccolò Ammaniti va amaramente ad aggiungersi al filotto di romanzi tanto deludenti quanto scritti molto bene, quasi un leitmotiv di molte uscite recenti, perlomeno di autori best-seller. In un certo senso il libro riflette in modo simmetrico la protagonista Maria Cristina, che in tutta onestà ha ben poco da offrire oltre al proprio aspetto fisico da “più bella del mondo”. Anche se, a guardare bene, quel riconoscimento così stucchevole è di troppi anni prima e nel frattempo anche quel fumo che nasconde un arrosto non entusiasmante si è un po’ guastato.
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No, purtroppo. È questa la risposta breve alla domanda se consiglierei la lettura di Billy Summers di Stephen King, uscito in Italia grazie a Sperling & Kupfer con il medesimo titolo dell’opera originaria. Sono state 700 pagine che si sono trascinate con grande fatica, perdendo gradualmente di mordente e di credibilità, con scelte di trama discutibili e una sensazione di noia persistente. L’ultimo lavoro di King che avevo letto era stato 22/11/63 (11/22/63), che mi aveva lasciato una discreta impressione generale, seppur con una seconda parte deludente e un finale non all’altezza delle aspettative.
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