Recensione L’uomo che restò solo sulla Terra di G.G. Simpson

Era il 15 gennaio del 1994 a Colombo nello Sri Lanka quando Arthur G. Clarke – autore, tra gli altri lavori, anche di 2001: Odissea nello spazio – stava già allungando quasi meccanicamente la mano verso la pila di fogli prestampati con la breve risposta di rifiuto da allegare all’ennesimo dattiloscritto non presentato. Ma si soffermò sul nome dell’autore ovvero George Gaylord Simpson, tra i più importanti paleontologi di sempre e all’epoca già defunto, e anche su quello di chi aveva già preparato la postfazione, Stephen Jay Gould, pluripremiato biologo, zoologo, paleontologo e storico della scienza. Scoprì, così, che quello scritto di appena 25000 parole circa non era alla ricerca di una raccomandazione per la pubblicazione, ma si chiedeva a Clarke di occuparsi dell’introduzione. Accolse l’invito per partecipare a un’opera non così conosciuta, ma che merita le circa due ore che richiede per leggerla tutta.

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