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Audiolibri su Spotify, un’offerta che ha poco senso

Tutti i quotidiani e anche qualche portale specializzato hanno riportato con grande enfasi il debutto in Italia degli audiolibri su Spotify dopo l’annuncio al Salone del Libro di Francoforte. D’altra parte i numeri sono importanti: 14.000 libri in lingua italiano su 350.000 totali in ben 120 idiomi. Vengono citati romanzi immortali come Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien oppure classici come Il Decameron o La Divina Commedia. Si elencano case editrici come Gruppo Mondadori, Giunti Editore, Fazi Editore, L’Orma oppure ancora Marcos y Marcos, Area51 Publishing e Giuntina. Ed è tutto molto bello, se non fosse che la formula di abbonamento ha davvero poco senso se confrontata con gli altri servizi già disponibili da tempo.

Andrò dritto al punto: costa troppo.

L’offerta base per ascoltare audiolibri con Spotify parte dall’abbonamento Premium con un monte ascolto mensile – ripeto, mensile – di appena 12 ore. Le 12 ore valgono solo per il gestore del piano Premium Family e Premium Duo, quindi se altri membri del gruppo vogliono ascoltare bisogna pagare per aggiungere. E se si vuole di più? Allora c’è l’abbonamento Audiobooks+ con 15 ore a 8,99 euro al mese e pacchetto top-up – ovvero aggiuntivi – per ulteriori 10 ore a 9,99 euro. Rimane anche la possibilità di acquistare il singolo audiolibro con prezzi che variano a seconda dei volumi. Ho controllato e il Premium Student non include audiolibri, per carità.

Per capire meglio quante poco ascolto si abbia a disposizione, il romanzo in evidenza Lo Hobbit si mangia quasi tutto il totale per i Premium con le sue circa 11 ore. Oppure, peggio ancora, Il Decameron si arrampica fino a 30 ore, quindi si fuma il totale Premium + AudioBooks+ e serve anche un top-up aggiuntivo.

I prezzi sono davvero troppo alti, considerando che tutti i rivali principali offrono l’ascolto illimitato. Tanto per fare due esempi emblematici: Audible e Storytel costano 9,99 euro al mese e si riproducono tutti i libri che si vogliono.

Ma c’è di più.

Sono solito ascoltare audiolibri a velocità 1.5x minima (dipende dal lettore, a volte 1,25x altre 1,75x). Se si velocizza, si risparmia qualcosa sul monte-ore? Ebbene, no. Citando le FAQ: “Se ascolti un audiolibro di 5 ore a velocità raddoppiata e lo termini in 2,5 ore, il tempo di ascolto degli audiolibri si riduce di 5 ore, in quanto questa è la lunghezza del libro a velocità normale“.

Ma c’è ancora di più! Sempre citando le FAQ: “Se riascolti l’intero libro, il tempo di ascolto degli audiolibri diminuisce di altre 5 ore“. Quindi, nemmeno il riascolto viene abbuonato.

In tutta onestà, posso capire usare Spotify per gli audiolibri se si ha già un abbonamento Premium e se si ascolta giusto un libro al mese (ma che non sia troppo lungo), altrimenti non ha davvero senso perché le alternative propongono offerte esageratamente più convenienti.

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