strani disegni uketsu

Recensione Strani disegni di Uketsu: esperimento curioso, con un grande buco

Strani disegni è il breve titolo di un brevissimo romanzo a firma del misterioso autore giapponese Uketsu. Pubblicato in Italia da Einaudi con la traduzione di Stefano Lo Cigno, questo libercolo racconta una storia sviluppata ad enigmi e ospita numerose illustrazioni che fanno da cardine allo svolgimento della vicenda. L’esperimento è curioso e intrigante, seppur il risultato finale rimanga molto superficiale. Il grosso problema è un buco, anzi una voragine, che rovina un po’ tutto il finale.

Trama di Strani disegni in un paragrafo – La travagliata e intrecciata storia di una famiglia, o presunta tale, e di alcune delle persone che ci gravitano attorno, unita da atti orribili e sfortunati avvenimenti: tutto viene scoperto passo a passo, enigma dopo enigma, disegno dopo disegno.

Cercherò di dedicarmi il meno possibile alla trama in sé, perché è un attimo scendere in rovinose anticipazioni, concentrandomi solo sullo stile e sul lavoro di costruzione dell’intreccio. Nella seconda parte, invece via libera allo spoiler anche perché questa storia ha un grosso buco che mi lascia interdetto.

Uketsu è l’ennesimo autore che nasconde la propria identità – letteralmente, dietro una maschera bianca modificando anche la voce grazie a un sintetizzatore – un espediente che mi ha davvero annoiato e che è ormai abusato. Consiglio però questo video di Roberto Saviano, perché lo racconta in modo mirabile. Ma, hey, non siamo qui a parlare dell’autore, che conta fino a un certo punto: quel che è importante è la trama, l’intreccio, i personaggi. Tutto è abbastanza superficiale, non si scende troppo in profondità. Non a caso c’è un’appendice finale che aiuta a non confondersi tra i nomi, ma che in fondo aiuta anche a non sovrapporre i vari personaggi, figurine che galleggiano nel vento rimanendo funzionali al nucleo della vicenda ovvero i misteri, i fatti oscuri sui quali fare luce, le verità da chiarire.

È una caccia al tesoro e i disegni sono le mappe: ci sono momenti horror non esagerati, ci sono cauti colpi di scena da thriller. E c’è la linea temporale degli eventi, che scorre in modo cronologico, salvo suggerire al lettore di riprendere alcune pagine per esclamare “Ah, si, ecco perché”. Oppure, “Ecco cosa è successo”. Ed è bello e divertente come fosse un librogame, se non si manifestasse un famoso buco che trovate nella parte spoiler e che mi ha lasciato piuttosto allibito.

Voto: 4/10

Era una lettura divertente e curiosa, anche se non di certo un capolavoro. Ma la troppa superficialità e il buco (che racconto dopo la copertina nella parte spoiler – ultimo avvertimento) non possono certo essere accettati a cuor leggero.

Parte spoiler, il buco

Sarò breve. Se dovessi trovarmi nella situazione dei due personaggi uccisi, intrappolati in un sacco a pelo, ma con l’accesso a un foglietto e a una penna che rimangono invisibili al killer, perché diavolo dovrei mai realizzare un disegno del panorama delle montagne per dare indizi su orario della morte e quant’altro. Scriverei il nome dell’assassino, dato che so chi è e come si chiama, mi pare l’atteggiamento più naturale. Quel che succede per ben due volte è incomprensibile. E ridicolo.

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