io ti vedo

Recensione Io ti vedo di Triggiani-Bottarelli, una bella scoperta

Davvero una bella scoperta il thriller Io ti vedo scritto dalla coppia Maurizia Triggiani e Marco Bottarelli e quindi ringrazio subito la mia cara amica Roberta, che mi ha regalato una copia firmata dagli autori direttamente dal Salone del Libro di Torino. La storia è ben costruita, ordinata e consapevole, gli autori hanno dato vita a personaggi credibili e mi pare di percepire uno stile di scrittura molto statunitense.

Trama di Io ti vedo in un paragrafo – Andrea Ripani viene assolto dall’accusa di essere il (mini) serial killer Cappellaio Matto: non è stato lui a uccidere le due ex-fidanzate. Tuttavia, l’opinione pubblica continua a considerarlo colpevole, inclusa la podcaster Beatrice, che fa di tutto per incontrarlo, salvo cambiare idea. E allora chi è stato?

Non parlerò troppo della trama perché sarebbe troppo facile e delittuoso cadere in spoiler. Lo scheletro della storia è quello di un giallo classico, si percepisce subito che il colpevole sarà uno dei tanti personaggi che vengono man mano presentati e che galleggiano attorno alle vicende. A proposito di personaggi, quello di Andrea è stato costruito a detta degli autori in una certa qual parte ispirandosi a Alberto Stasi – anche se i punti di contatto sono solo parziali. Di sicuro, visto la nuova enorme popolarità della possibile riapertura del caso di Garlasco, questa storia può tornare più che attuale.

Ho apprezzato la scelta di una professione molto moderna per la protagonista femminile Beatrice ovvero la podcaster di true crime (peraltro, un’affinità rispetto a un lavoro del quale mi sto occupando proprio in queste settimane, da qui il regalo del libro da parte di Roberta). In definitiva, è un thriller ben orchestrato senza troppe casualità-forzate – per quanto mi riguarda, solo una ovvero il tentato stupro iniziale, che risulta propedeutico a tutta la storia seguente, – con un finale col (doppio) botto più che solido e personaggi vividi. Certo, ho sentito un po’ la mancanza di qualche momento di leggerezza, che avrebbe dato un tocco finale adeguato a un romanzo ben confezionato.

Ad ogni modo è una lettura consigliata, si eleva in modo evidente dal grigiore della media dei noir-gialli-thriller italiani.

Voto: 7

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