Recensione Il mostro è libero (se non è morto) di Rinaldi e Torrisi

Il mostro è libero (se non è morto) è l’ultima fatica del giornalista Pino Rinaldi, scritto insieme all’allora comandante dei Carabinieri (e ora generale in pensione) Nunziato Torrisi e che segue l’ipotesi della cosiddetta “Pista sarda” come spiegazione dei 16 (e non 14) delitti imputati al Mostro di Firenze. Leggo diversi saggi, di solito non li recensisco, ma per questo farò un’eccezione.

Trama di Il Mostro è libero (se non è morto) in una frase – riporto testualmente la il sottotitolo così come appare sulla copertina “Firenze: 16 delitti ancora senza il vero colpevole. La sconvolgente indagine del carabiniere Torrisi”.

Pino Rinaldi sceglie di raccontare e fare un po’ di ordine sulle indagini attorno al Mostro di Firenze con un espediente interessante: un viaggio in treno notturno tra Bari e Bologna, una lunghissima chiacchierata tra l’autore e Torrisi, che riproduce quell’atmosfera un po’ ovattata e intima dei vagoni che sferragliano seguendo fiaccamente il profilo della penisola. I dialoghi sfumano presto verso una completa immersione in quegli anni, riproponendo tutte quelle tesi che sposano la spiegazione che il colpevole potrebbe essere ancora libero e sarebbe strettamente legato al primissimo duplice omicidio avvenuto nella notte del 21 agosto 1968 con le vittime Antonio Lo Bianco e Barbara Locci.

Il Mostro di Firenze è una vicenda che sta riacquisendo sempre più popolarità grazie a podcast, numerose inchieste televisive e alla prossima serie su Netflix in arrivo in autunno. Pino Rinaldi scrive molto bene, è un narratore sicuro e bilanciato, riesce a far ordine in modo chiaro e lineare nella matassa assai complessa e aggrovigliata di oltre mezzo secolo di ricostruzioni. Ne viene fuori un quadro ben preciso e motivato, con ipotesi credibili e supportate da fatti e prove. È la risposta definitiva a un enigma con mille tesi e ancora nessuna parola finale e inoppugnabile?

No, lo stesso Rinaldi non si è mai esposto in modo netto e questo è forse ciò che ho apprezzato di più oltre alla grande esperienza di narratore dell’autore. Questo libro si concentra su una pista, quella sarda, la spiega molto bene, lasciando al lettore la scelta se sposarla o meno e di trarne le conclusioni.

Voto: 7/10

Ci saranno sviluppi sul Mostro, almeno questa è la speranza. Per gli appassionati è una lettura più che consigliata, anche se non si crede nella pista sarda.

Lascia un commento