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Recensione L’ultimo segreto di Dan Brown, lo sbrodolamento che porta alla noia suprema

Ho aperto l’ebook de L’ultimo segreto di Dan Brown osservando subito il conteggio delle pagine sul bordo inferiore dell’ereader, perché temevo di trovarmi davanti un numero abnorme. Ne avevo ben donde: 675, seicentosettantacinque. Una montagna enorme da scalare, soprattutto conoscendo lo stile del Nostro: avevo paura di stare per inoltrarmi in un viaggio al termine della grafomania, nello sbrodolamento più estremo. E così è infatti stato. Ho lottato in modo costante con la noia di eventi inutili che non portano a niente, togliendo paradossalmente spazio a dettagli molto più importanti come i personaggi e l’approfondimento delle tante e moderne tematiche riportate nella storia.

Trama de L’ultimo segreto in un paragrafo – Praga (Rep. Ceca), Robert Langdon ricerca la compagna Katherine Solomon, scienziata noetica in procinto di pubblicare un saggio “rivoluzionario”, e dovrà barcamenarsi tra forze occulte, castelli, cattedrali, cattivi travestiti da Golem e enigmi da risolvere.

Sarò breve e sintetico, perché già ho sofferto troppo nella lettura. Mi sono divertito a leggere Il Codice Da Vinci e anche Il simbolo perduto, giusto per citare due romanzi in cui appaiono sia Robert-orologio di Topolino-Langdon sia Katherine Solomon. Ho trovato infatti le storie avvincenti e leggere, con qualche spunto interessante che pareggia uscite un po’ esagerate. Con L’ultimo segreto si ritrovano gli stessi schemi narrativi e struttura labirintica, riappaiono gli enigmi da risolvere: c’è insomma il Dan Brown che ci si aspetta, ma ci sono anche decine, anzi centinaia di pagine di troppo. Confesso, sono andato veloce in moltissime parti perché erano del tutto interlocutorie, infarcite di avvenimenti inutili, dopo circa un terzo di lettura mi ero già annoiato terribilmente. I capitoli in cui appare il Golem sono tra i più dimenticabili e vengono continuamente citati esperimenti scientifici per validare le suggestioni espresse dalla Solomon, lasciandomi spesso titubante. Eppure.

Eppure la storia è in sé intrigante, ma è appesantita da almeno 400 pagine che potevano essere tagliate con l’accetta in un colpo solo senza nulla togliere alla trama. Da 675 pagine potevano dunque diventare 275 e si sarebbe potuto salire a 350 aggiungendo invece sostanza a diversi ambiti che sono rimasti molto superficiali, in modo particolare i tanti spunti molto attuali dell’intelligenza artificiale al servizio della creatività oppure tutto il dibattito filosofico su conoscenza e realtà. E magari rendere un po’ meno macchiette tutti i vari personaggi.

Voto: 5/10

Ultima cosa, secondo me il titolo originale era più pungente: The Secret of Secrets ovvero Il segreto dei segreti che era anche più coerente con la parte finale, no spoiler.

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