Alain Elkann non sta affatto leggendo la Recherche di Proust. Oppure se ha deciso di mettersi alla prova con l’œuvre cathédrale dovrebbe prima (tentare di) risolvere qualche grave problema di comprensione del testo. C’è infatti un dettaglio che mi ha subito fatto storcere il naso e che è passato in sordina, sotterrato dall’involontaria ilarità di quel piccolo concentrato di spocchia e classismo che è l’articolo Sul treno per Foggia con i giovani “lanzichenecchi”, catalogato dal quotidiano come Breve racconto d’estate. E giustamente sommerso di sberleffi sui social.
Elkann scrive:
Stavo anche finendo di leggere il secondo volume della Recherche du temps perdu di Proust e in particolare il capitolo “Sodoma e Gomorra”
Questa affermazione non ha senso, perché Sodoma e Gomorra non è affatto un capitolo: è il quarto volume dell’opera e segue Dalla parte di Swann, All’ombra delle fanciulle in fiore e I Guermantes. E si trova prima di La prigioniera, La fuggitiva e Il tempo ritrovato. Nel secondo volume ci sono solo due sezioni ovvero Nel giro della Signora Swann e Nomi di paesi: Il paese, di conseguenza non può trattarsi di alcun refuso, ma soltanto di aver millantato – come migliaia di altre persone – di aver letto o di star leggendo La Recherche *.
Un’altra possibile spiegazione un po’ stiracchiata è che Elkann stesse leggendo una versione (in francese, però, come specifica) con più volumi in un unico tomo, come per esempio l’edizione Meridiani tradotta poeta Giovanni Raboni (foto sotto), che piazza i primi capitolo di Sodoma e Gomorra a seguire I Guermantes e che si trovano dunque proprio alla fine. Rimane però un uso improprio dei termini “volume” e “capitolo” che mal si accompagna a una lettura ponderata in completo di lino stazzonato, prendendo appunti con la stilografica, magari progettando di inserire una virgola tra soggetto e verbo, che è un vero pugno nell’occhio “Intanto il treno, era arrivato…“.
Aggiornamento: mi segnalano, e volentieri pubblico, che Sodoma e Gomorra è a fine del secondo tomo anche dell’edizione in francese della prestigiosa collana Bibliothèque de la Pléiade di Gallimard, ma vale il discorso già espresso in precedenza.

* ho tentato una prima volta l’avventura della lettura completa della Recherche a 20 anni, fermandomi dopo aver terminato con enorme fatica il primo volume. Nei successivi 15 anni, mi sono spinto fino al terzo volume, lottando contro me stesso quasi a ogni capitolo. Non ho problemi a definirla finora un’opera detestabile e irritante, ma la finirò un giorno.